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Il comune di Vespolate appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia

Identità Comunale - Storia
Testo di Alessandro Vecchi
Il nome di Vespolate ha diviso gli studiosi in relazione alla sua origine: secondo alcuni, infatti, la fondazione di Vespolate ha origine celtico-romana (fonte: Prof. Rusconi - Prof. Flecchia - Prof. Mattia), secondo altri origine medievale (Vescovo Bascapè - Prof. Ravizza), presumibilmente il toponimo deriva da Nespoletum (cambiato in Vespolatum nel 989 d.C.), era già abitato in età romana, quando la città di Novara divenne "municipium" alle dipendenze di Roma; ne sono testimonianza i ritrovamenti archeologici di vari oggetti risalenti a quel periodo e conservati oggi nei musei novaresi. Di impronta romana appare anche la rete viaria, con le strade principali che si incrociano al centro dell'abitato. Non sono pervenute testimonianze dirette da epoche precedenti, ma è ragionevole supporre che il paese fosse abitato anteriormente da popolazioni celtiche attorno al I secolo d.C. (i "Voconzi") che non celtica (i "Liguri") e ciò è suffragato da fonti scritte pervenute sino a noi ed ad opera di Plinio il Vecchio e Catone (fonte: Arch.Fiore).
Queste popolazioni, tuttavia, non hanno lasciato molti segni di sé; al contrario, appaiono più evidenti le tracce della colonizzazione romana e del relativo "pagus".
Nei primi secoli del medioevo, in seguito alla caduta dell'Impero Romano, il novarese, come il resto d'Italia, era afflitto dalle invasioni dei barbari, i quali esercitarono il loro dominio sulla zona per alcuni secoli (Longobardi).
Ciò ebbe termine con la venuta di Carlo Magno. Sotto la dominazione franca le terre del novarese vennero suddivise in comitati tra i quali quello di Bulgaria, cui apparteneva Vespolate, e venne trasformato il sistema organizzativo delle campagne e dei piccoli centri che furono dotati di strutture di difesa.
Con la costituzione dell'entità religiosa della "Pieve" e la successiva edificazione della chiesa campestre di San Giovanni nell'XI secolo, Vespolate divenne il centro di diffusione del cristianesimo nella Bassa Novarese. Tutti i paesi compresi tra Novara e Mortara e tra l'Agogna e il Ticino, pur possedendo un propria cappella, dipendevano dalla Pieve di Vespolate per vari uffici, tra cui la sepoltura e l'amministrazione dei sacramenti.
La Pieve inoltre era beneficiaria della tassa della "decima" che tutti i possessori di beni erano tenuti a versare.
Durante il X secolo, per le paure suscitate da nuove invasioni barbariche, sorsero un po' in tutta la pianura padana villaggi fortificati e castelli, tra cui la rocca di Vespolate, cinta da un sistema di fortificazioni e da un fossato.
Fu in questo periodo che i vescovi di Novara ottennero la corte del paese (989 d.C.). Nei secoli che seguirono il borgo venne di volta in volta infeudatato da numerose signorie. Al paese, la cui potenza derivava dalla ricchezza economica dovuta alla fertilità del terreno, facevano riferimento anche le località di Stodegarda, Ponella e Carpeneto, oggi scomparse, che presumibilmente non erano altro che le attuali cascine situate nel territorio dell'Agogna.
Fra i secoli XIV e XVI le vicende di Vespolate furono strettamente legate a quelle del Comune di Novara e dello Stato di Milano. Fu un periodo di lotte e distruzioni, aggravate dalle pestilenze e dalle carestie.
Con il governo degli Sforza il novarese godette di un periodo di pace e prosperità, ma nuove guerre si ebbero con Ludovico il Moro e con le occupazioni da parte dei francesi e successivamente degli spagnoli. Novara e i suoi territori vennero quindi assegnati al Duca di Parma, a cui rimasero sino al XVII secolo.
In seguito l'Austria subentrò alla Spagna nel dominio del territorio, fino al momento in cui tutto il novarese venne a far parte del Regno di Sardegna (1748).
A partire dal 1767 la proprietà del paese tornò al vescovo di Novara, che assunse il titolo di "Marchese di Vespolate" e successivamente, nel 1817, quello di "Principe di S.Giulio, Orta e Vespolate". Ciò ebbe termine nel 1866, quando leggi nazionali sottrassero ai vescovi ogni diritto di proprietà sui beni temporali.
Durante la dominazione napoleonica e la costituzione della Repubblica Cisalpina, il paese venne a far parte del Dipartimento dell'Agogna nel Distretto di Novara. In questo periodo si assiste ad un miglioramento delle strutture amministrative e ad una valorizzazione del territorio.
Negli anni che seguirono Vespolate si trovò al centro degli avvenimenti della prima guerra d'indipendenza, quando, nel marzo del 1849, a Novara, fu combattuta la battaglia tra piemontesi e austriaci che vide la fine del governo di Carlo Alberto. In particolare proprio qui ebbe sede in quei giorni il Quartier Generale del maresciallo Radetzky.
Il miglioramento delle condizioni dei vita che si ebbe in questi anni, unito all'opera di modernizzazione delle strutture territoriali e amministrative (ricordiamo Cavour), portò ad un notevole incremento della popolazione: da 5.700 abitanti che il paese aveva nel 1800 si giunse a 10.600 nel 1875.
Tra il 1854 e il 1859 fu realizzata la linea ferroviaria che collega Novara con Mortara; nel 1864 fu costruito il Canale Cavour e nel 1874 il Quintino Sella che favorirono la produttività della terra. Alla coltivazione del riso, inoltre, si affiancò quella del gelso per l'allevamento dei bachi da seta, che agevolò l'insediamento di industrie tessili.
Durante la prima guerra mondiale si assistette allo spopolamento delle campagne per il fatto che l'esercito era principalmente costituito dai contadini (nel 1925 la popolazione del paese era scesa a 3000 abitanti).
Gli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale non migliorarono le condizioni di vita e portarono nuovi e gravi problemi alle popolazioni. Nel dopoguerra cominciarono a cambiare i costumi e i modi di vivere: l'agricoltura divenne sempre più meccanizzata, portando alla scomparsa delle mondine e degli aratri trainati da cavalli e buoi; alle antiche tradizioni si sostituirono pian piano i modelli sociali comuni, fino a giungere ai giorni nostri.