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Percorso 4 - Cascina San Dionigi

Dalle case di Vespolate il percorso si snoda nella piana risicola e sulla riva sinistra del torrente Agogna, proponendo la visita a due luoghi d'interesse naturalistico: l'Agogna Morta e il Campo della Ghina, nel Comune di Borgolavezzaro.
Intanto, a Vespolate, meritano una sosta la chiesa parrocchiale dei Santi Giovanni Battista e Antonio Abate, cinquecentesca ma con facciata neoclassica (1827), e il Museo Civico d'Arte Contemporanea "Angela Malandra", ospitato nella chiesa della Trinità, anch'essa di origini cinquecentesche.
Alle spalle di piazza dei Martiri, il castello era una fortezza che nel corso del XVI e del XVII secolo i vescovi di Novara ristrutturarono, facendone una residenza. L'edificio vespolino più prezioso è tuttavia poco fuori del paese, sulla strada per Tornaco.
Si tratta della pieve di San Giovanni Battista, menzionata una prima volta nel 1024: la struttura romanica, nonostante i rimaneggiamenti (le due navate laterali furono abbattute nel Settecento), è ben riconoscibile nell'abside; le decorazioni pittoriche interne risalgono, in parte, alla seconda metà del Quattrocento.
Si lascia il paese passando davanti al santuario della Madonna della Crocetta (di origini seicentesche: la costruzione è tuttavia novecentesca) e al cimitero, che si aggira, imboccando una strada sterrata.
Tenendo la destra, ci si avvicina alla cascina Goretta: di fronte al grande complesso d'impianto setteottocentesco (all'interno grande molino ad acqua di forgia austriaca), in corrispondenza di una croce di ferro, si volta a destra sul ponticello che scavalca il cavo e si prosegue tra le risaie. A sud una quinta di pioppi e farnie segnala la presenza di un corso d'acqua di maggiori proporzioni: è la roggia Germagnola, che la strada bordeggia fino alla chiusa sull'Agogna.
Un sasso impedisce il transito delle auto; sulla destra, in lontananza, si riconosce l'alta torre del castello di Vespolate.

Appena oltre la chiusa, di lato ai resti della cascina della Chiusa (o Casinin dl'Agogna), si apre la vista sull'ansa del torrente, che supera un salto regimato e si allarga lasciando spazio a piccole spiagge sabbiose.
La vegetazione della riva crea una gradevole zona d'ombra, tra noccioli, frassini, robinie, farnie, carpini, pioppi. Questa pausa di frescura si lascia dopo poche centinaia di metri, per inoltrarsi di nuovo tra le risaie lungo il Sentiero dei Biancospini, "corridoio ecologico" su cui il Comune di Borgolavezzaro e l'associazione culturale Burchvif intendono ripristinare la vegetazione autoctona, mettendo a dimora biancospini, frassini, carpini, farnie, noccioli.
La strada lascia la cascina Longona sulla destra e supera le strutture di un sistema di chiuse di fine Ottocento (lapide datata 1889). Alla cascina San Dionigi, che prende nome dalla cappella attigua, si volta a destra.

All'incrocio con la strada asfaltata due le possibilità: dirigersi a Borgolavezzaro, a sinistra, o proseguire diritto per una visita all'Agogna Morta, più a sud (strada per Nicorvo).
Si tratta di una lanca del torrente, in cui dal 1991 è stata avviata la ricostruzione del bosco di querce e carpini, per ricreare condizioni favorevoli allo sviluppo della flora e della fauna autoctone. Gli ottimi risultati ottenuti hanno guadagnato al luogo, nel 2000, la qualifica di Sito di Importanza Comunitaria (SIC), destinato alla tutela della biodiversità.
Al margine di Borgolavezzaro, invece, il si propone come un giardino botanico che riproduce su una piccola superficie gli habitat dell'antica pianura: il dosso con biancospini e pruni, il bosco di ontani, di salici, di carpini, uno specchio d'acqua, il canneto.
Si entra in paese aggirando il dosso su cui è posta la chiesa di Santa Maria, di origini cinquecentesche; poco più avanti palazzo Longoni, che ospita le scuole, è una residenza nobiliare settecentesca.
Deviando a destra, oltre la SP 211 si raggiungono il giardino di viale Curù e poi la parrocchiale neoclassica dei Santi Bartolomeo e Gaudenzio, costruita su disegno di Alessandro Antonelli nel 1857-62. Dalla piazza, infine, si torna a passare il torrente Arbogna, per voltare poi a destra verso la strada sterrata che riconduce tra le risaie a Vespolate. Nel panorama dei campi coltivati e dei pioppeti s'impone di fronte, a nord, la vista del castello di Vespolate; alle spalle, a sud, spiccano sui tetti di Borgolavezzaro il campanile della parrocchiale e la sagoma scura di quello neogotico della chiesa di San Rocco.


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immagine ingrandita Percorso 4 - Cascina San Dionigi (Cartografia: Legenda 2008) (apre in nuova finestra)


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Tratto da:
Percorrerepiano - Vie Verdi
Atl Provincia di Novara


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